Stanco delle pressanti attenzioni che "qualcuno" dimostra nei confronti di questo blog, mi accingo al grande passo di aggiornarlo. Effettivamente, lo ammetto, non è proprio quello che dice "un blog" vivace... però va bè, dopotutto ci sono anche luoghi più inerti, come per esempio la cavità cranica di un certo chitarrista gheijijo alto due metri e pesante quanto un chitarrista gheijijo di due metri... ma va bè, passiamo a qualcosa di più divertente... per esempio le mie sfighe, ovvero: racconto dell'altra sera/notte/mattina.
Praticamente, non so chi ha avuto l'idea di organizzare una cena de despedida (ovvero di "commiato"... per una settimana di vacanze... a sto punto a fine erasmus cosa organizziamo, un baccanale di 5 giorni?!). Dopo la cena, chupiteria... ah, per inciso, qui in Spagna il chupito non è "rum e pera", sono praticamente gli shots... sto posto ne aveva davvero tanti, tutti con nomi assolutamente assurdi e che non lasciavano nessuna possibilità di capire in cosa consistessero. Dopo averne provato uno al colluttorio alla menta ne ho bevuti altri due o tre misteriosi (nel senso che ancora non ho capito di che sapore avrebbero dovuto essere), quando, finalmente, ho notato che c'era anche l'assenzio. Lasciamo perdere se fosse assenzio vero o cosa; fatto sta che io e un altro decidiamo di provarlo e degli spagnoli ci consigliano, tra i tanti tipi di assenzio, quello nero, 85 gradi di alcol. Bevo e sono andati a fuoco, nell'ordine: lingua, gola, naso, gola, stomaco, gola, cervello. Dopo il chupito all'assenzio la serata ha cambiato volto (così come il sottoscritto)... mai bevuto niente di così forte... comunque, poco dopo, gli altri con cui ero uscito optano per andare in discoteca, cosa che io evito prontamente chiamando un'amica spagnola completamente pazza che era già fuori con altri suoi amici di ugual livello. Usciamo, beviamo ("disinfetto" la gola ancora in fiamme con un bel litrozzo di birra), andiamo in svariati posti dove lei ci prova (anzi fa sì che gli altri ci provino) con chiunque per scroccare da bere (invano) e alle 5.30 decidiamo che si può anche tornare a casa. Il problema, all'inizio, è che è giovedì: io il venerdì ho lezione, gli altri no. Ma va bè. Il vero problema, di cui mi rendo conto solo mentre cammino (barcollando il giusto) verso casa, è che la mattina avrei dovuto scrivere un cazzo di articolo sulle partite NBA della notte. E a quel punto emerge il genio: arrivo a casa e controllo, due partite sono già finite, inizio subito a scrivere. Alle 6.15 vado a nanna; sveglia alle 10.15 per scrivere il resoconto dell'ultima partita, pubblicare e andare a lezione. Quando la sveglia suona non riesco a pensare ad altro che "ah ah ah" (giusto per far capire il mio stato mentale), scrivo velocemente non so cosa, mela c da word, mela v sul sito, metto i grassetti, cerco una foto, la allego, si impalla tutto (finché andiamo a prendere i webmaster ungheresi...), ricopio, rincollo, me ne fotto dei grassetti, pubblico, colazione (latte e leggerissima botta di zuccheri con pane e dulce de leche), allucinazioni dovute all'eccesso di zuccheri e volo a prendere il treno. Ho lezione alle 11, arrivo in università alle 10.58, corro in aula e... mmm... che strano... quella è una mia compagna... se ne sta andando... "hola"... niente... ah già, è vero che qui non si usa che gli spagnoli salutino gli extraspagnoli... arrivo davanti all'aula e vedo che tutte le mie compagne se ne stanno andando. Notando la mia evidente perplessità, una di loro addirittura scende dal piedistallo e mi rivolge gentilmente la parola: "sarai mica qui per letteratura spagnola?"... "ma mi sa di si".. "ma guarda che non c'è". L'unica cosa che riesco a pensare è "ah ah ah" (ancora)... sono così stanco che non riesco neanche a incazzarmi... ho raggiunto il karma (o quel che è)... mi stupisco di me stesso. Sono tornato tranquillamente in stazione e ho ripreso il treno, quasi in trance, probabilmente sorridevo pure... tanto che un maghrebino in metro mi si è avvicinato dicendomi "amigo rasta, vuoi fumo? Si si, si vede che ne vuoi, io ho tutto, hashish (anzi, "cacis"), marihuana, cacis (si vede che "tutto" voleva dire ripetere più volte le stesse cose)..." non ho nemmeno risposto... questo mi parlava e io lo fissavo allucinato. Sarà la mancanza di sonno? Il giornalismo non retribuito all'alba? Il dulce de leche?
Comunque, a parte questo, sto facendo anche cose molto più salutari, ma ormai ho già scritto abbastanza... a certa gente dovrebbe bastare...
E a proposito di follie, sto per farne una... ma non ne parlo ora, vedrete poi... e chi non vedrà, leggerà qui (tra qualche decade, probabilmente)
Pasta al huevo a todos!
PS: sì, lo so, non ho messo foto... praticamente non ne ho fatte qui... ma me ne hanno fatte un sacco, tutte con faccia rigorosamente da imbecille, e non hanno esitato a metterle su facebook taggandomi... potete divertirvi lì...
Iscriviti a:
Commenti sul post (Atom)
Nessun commento:
Posta un commento